Muse

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Giuro di aver stilato l’elenco delle mie “muse ispiratrici” molto prima che Sienna Miller tornasse alla ribalta del gossip per il presunto flirt con Brad Pitt. Si proprio lei che sulle copertine dei giornali c’era finita anni fa più per il suo amore travagliato con Jude Law che per i suoi successi cinematografici. E per il suo stile e per la sua classe innata aggiungerei io, che incarnava la perfetta Cohacella’s girl come oggi non ce ne trovano più.
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Beata eleganza

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Foto Getty Images

Eleganza, un termine che scorre così fluido e raffinato che sembra quasi onomatopeico. Solo a pronunciarlo ti sembra di vedere reincarnarsi Coco Chanel….a proposito, se Coco Chanel potesse parlare, cosa penserebbe delle mise della prima serata della 67° edizione del Festival di Sanremo?

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5 tormentoni di cui non se ne può più

Lo so che è quasi Natale e dovremmo essere tutti più buoni, ma proprio per questo, visto che a breve (ops, ma che a breve, lo siamo già!) saremo invasi da alberi, lucine e idee regalo, permettermi di esternare un pensiero, o meglio 5 pensieri  su altrettanti tormentoni di cui veramente non se ne può più.
Dalla mia finestra sul mondo, che in questo caso è Instagram (il social che ha ormai definitivamente surclassato Facebook e spiazzato Pinterest), l’unico inimitabile specchio sulla realtà e sulla vita di coloro che seguiamo, ho potuto accertare che ci sono in questo esatto momento storico 5 cose che non sopporto più di vedere quando scorro la mia timeline di Instagram.

1- Calzini con fiocco
Non posso credere che a noi ragazze improvvisamente sia venuta la voglia di tornare bambine percorrendo però la strada dei ricordi attraverso uno degli accessori più brutti che da bambine ci appioppavano: il calzino basso con volant o fiocchetto. Invece è proprio così, da quando Calzedonia ha sfornato questo gingillino, molto amato soprattutto nella tonalità più in voga del momento, il burgundy,  questa mania ha completamente pervaso e invaso non solo la nostra bacheca di foto ma anche i nostri cassetti. Che poi a dirla tutta a meno che non si abbia la caviglia di Olivia Palermo o di Olivia di Braccio di ferro, e io personalmente non ce l’ho, il calzino basso adornato intozza chiunque; forse perché presuppone una scarpa bassa, sneakers o mocassino, indossata con pantalone corto e stretto, che rischia il più delle volte di fare effetto cotechino pronto per la lenticchiata del 31.

2- Le scarpe di velluto
Mi piace molto il velluto e mi piace il fatto che sia tornato di moda. Lo adoro nelle texture scure, soprattutto bordò e verde, meno in quelle pastello tipo il rosa. Altrettanto mi piacciono le scarpe in velluto, nei vari modelli e nei vari colori. Le ho anche cercate, a buon prezzo sia chiaro, su Zalando e su Asos, con scarsi risultati, nel senso che alla fine non le ho prese. E’ che mi sembrano abbastanza importabili, in inverno mi fanno freddo e in estate mi fanno caldo, col calzino pesante sotto manco a parlarne (figurarsi con quello col fiocchetto di cui sopra). Eppure sembra che a farmi di questi crucci io sia la sola, visto che non c’è fashion addicted che si comandi che non abbia fotografato, almeno una volta, i propri piedini con su un paio di Mary Jane o platfond in velluto. A pensarci bene un paio ne ho anch’io: delle graziose ciabatte da casa in velluto blu con tanto di pietre tono su tono applicate cortesemente donatemi dalla mia amica Corina.

3- Foto sul letto con cosce de fori e calzino figo
Il calzino potrebbe anche, nuovamente, essere quello basso col fiocco, purché ci sia. E’ uno degli elementi base della composizione. Si perché la foto dall’alto con gambe nude e calzino non è né un oggetto né una semplice istantanea, è un opera d’arte, la nuova frontiera della natura morta 2.0. Roba che se fosse vivo Caravaggio altro che mele, uva e canestri, adesso agli Uffizi avremmo trovato esposto una bella “natura morta presa dall’alto con donzella con maglione lungo, cosce nude e calzettone”. Non so se per me resta più il mistero della gamba affusolata senza imperfezioni, venuzze e spuntoni vari, le lenzuola perfettamente candide e tirate oppure lo scatto dall’alto. E allora mi chiedo: hanno tutte un drone sul letto o il fidanzato trampoliere?

4- Gilmore Girls
Per me rimane “Una mamma per amica” altro che “Gilmore Girls”, però non so esattamente il perché adesso nessuno chiami più questa serie col nome con cui tutti la chiamavano dieci anni fa. Caruccia si, un passatempo leggero da vedere, magari proprio con mamma, prima di cena. Ma nulla di più, non è mai stata una vera e propria serie cult e sinceramente faccio fatica ora a capire il perché di tanta attesa e tanta fibrillazione per il suo ritorno sugli schermi. Sarà perché a lanciarne il revival è stato Netlix, la piattaforma di streaming on demand più famosa al mondo e più cool del momento (la stesso di “The Crown“); sarà che siamo tutti un po’ voyeur e ficcanaso e abbiamo voglia di sapere come procedono le vita di Rory e mammà; sarà che la produzione, la Warner Bros, è riuscita a tenere alta l’attenzione sulla nuova serie e sulla sceneggiatura e quindi si è atteso un risultato wow;  mmm, no niente di tutto ciò mi convince…sarà di sicuro Neflix.

5- Unicorni e fenicotteri rosa
Animali mitologici gli uni, protetti gli altri. Simbolo di saggezza l’uno di eleganza l’altro. Abbiamo trascorso tutta l’estate a vederli galleggiare nelle piscine dei villoni delle località di vacanza, con su i sederini delle influencer di tutto il mondo. Hanno fatto da cover ai nostri smartpone e da sfondo ai nostri desktop, e adesso che si avvicinano le feste di Natale li mettiamo in un angolo per fare posto a Babbi natale qualsiasi, ghirlande dorate ed elfi, per poi ritirarli fuori al primo accenno di sole. Eh no non si fa così, lancio ufficialmente un appello contro l’abbandono di unicorni e fenicotteri.

Sua maestà il venerdi: Follow Friday, Casual Friday, Black Friday

Se è vero che il venerdì è il nuovo sabato, che come cantano i The Cure il venerdì si è innamorati (Friday I’m In Love), e che proprio in questo giorno la workweek termina al tramonto catapultandoci ufficialmente nel week end (letteralmente working week in inglese, la nostra settimana lavorativa), ho pensato di rendere omaggio a questa giornata con tre rendez-vous ormai di uso comune che le celebrano, nella vita reale e in quella virtuale.

Sia per i paesi latini che per quelli anglosassoni è il giorno consacrato a Venere, dea dell’amore, della bellezza e della fertilità, è stato per anni associato ad un giorno infausto poiché, per i nostri avi romani, era quello del pagamento delle tasse; ma soprattutto, è considerato un giorno triste per essere il giorno della morte di Gesù.
Per non parlare delle credenze popolari che girano intorno al venerdì 13 e al venerdì 17.
Ma lo sapevate invece in che giorno della settimana Cristoforo Colombo ha scoperto l’America? Era proprio un venerdì ed è per questo c’è chi lo considera un giorno fortunato (indipendentemente dalla data in cui cade). In Sicilia addirittura a chi nasce il venerdì viene dato l’appellativo di “vinnirinu” (“venerdino”), colui che da grande diventerà un uomo valoroso e fortunato.

Follow Friday

E oggi che significato assume il venerdì? Per chi come me è un Instagramers addicted o appassionato di Twitter,  il venerdì non può che essere associato al Follow Friday. Noto anche come #FF, in una traduzione approssimativa  potrebbe suonare come «il venerdì delle persone da seguire» o «le persone da seguire del venerdì». Le ragioni e i meriti possono essere vari, o molto più banalmente può non esserci una ragione vera e propria, anche perché spesso e volentieri l’invito ad essere seguito viene fatto dall’utente stesso alla cerchia dei suoi potenziali follower.
L’hashtag #FollowFriday divenne trend topic nel 2009 grazie a @micah, al secolo Micah Baldwin, e subito dopo, vista la necessità di sintesi imposta dai 140 caratteri dei tweet, è diventato #FF.

Casual Friday

Chi di voi lavora in uffici, magari di respiro internazionale, di più o meno grandi dimensioni, sa già di cosa sto parlando. Il Casual Friday è la cosiddetta giornata di relax in ufficio (se poi il capo non c’è è ancora meglio).  Di chiara origine americana, il Casual Friday, conosciuto anche come Casual Day o Dress – down Friday, non è altro che la regola secondo cui il venerdì si può andare al lavoro con vestiti informali senza l’obbligo di indossare giacca e cravatta. E’ chiaro che il principio è valido nei limiti del politically correct: se il mondo è bello perché vario c’è da sperare che al nostro collega non venga in mente di presentarsi con la tutozza da casa sdrucita e che la nostra dirimpettaia di scrivania non decida di arrivare in ufficio già pronta per il party serale.
La realtà è che, soprattutto negli USA, dove molti colletti bianchi hanno l’obbligo di portare completi, cravatte, camicie e pantaloni eleganti, il Casul Friday  consente loro di vestirsi, il venerdì, come meglio credono, di scialare insomma, e di sentirsi già quasi calati nella loro meritata pausa del fine settimana.
E voi, oggi che è venerdì, avete adottato il vostro informal dress code?

 

Black Friday

Veniamo ora all’attualissimo Blak Friday. Attualissimo perché proprio da oggi iniziano le vendite promozionali che fanno impazzire tutti gli appassionati di shopping online.
Ma vediamo meglio di cosa parliamo. Il Black Friday, tradotto letteralmente con venerdì nero, è il primo giorno dopo il Thanksgiving Day, il Giorno del Ringraziamento, celebrato negli Stati Uniti il quarto giovedì di novembre. Il Black Friday è la linea di partenza da cui iniziano ufficialmente gli acquisti riservati ai regali di Natale, ed è per questo che è un avvenimento molto importante dal punto di vista economico e finanziario.
La cosa curiosa sta proprio in questo: dopo aver notato tutto questo movimento e afflusso di persone nei negozi, già in tempi non sospetti il traffico nelle città era talmente congestionato da paralizzarle, tanto che a Philadelphia coniarono il termine venerdì nero. Non si sa però se sia associato il colore nero a questo giorno solo per questo motivo. Infatti pare che in questo venerdì le vendite schizzino talmente in alto da far cambiare il colore dei quaderni dove i contabili annotano i dati di fatturazione: dal rosso colore delle perdite, al nero,  colore dei guadagni.

Facile immaginare come da oggi al 25 novembre (data in cui cade il Black Friday quest’anno) i grafici d’acquisto di Amazon in primis (che ha già iniziato da qualche giorno gli sconti), ma anche di Zalando, Pimkie, Ebay, Alibaba, solo per citarne alcuni, saranno tinti solo da un colore, il nero.
Ma attenzione perché gli affari non sono solo online; moltissimi negozi e centri commerciali offrono a prezzi ridotti gran parte della merce, con una tendenza che si sta ormai diffondendo anche in Italia e chi di fatto anticipa i saldi di gennaio, con la differenza che i prodotti scontati sono della nuova stagione.
N:B. Per chi non dovesse riuscire a cogliere al volo queste occasioni, il lunedì successivo al Black Friday, c’è il Cyber Monday!

Insomma ce n’è davvero per tutti… Signori e signore, sua maestà il Venerdì/ Friday!

Di girandole e moda

Ti svegli (tardi) una domenica mattina di novembre con il cielo grigio, l’aria improvvisamente fredda e l’incombere di una nuova pesante settimana. Ti verrebbe di accodarti a tutti quelli che hanno istituito la divanomenica e il pigiama day… e invece no, ti vesti più sprint che puoi nonostante lo sciarpone e il maglione ormai pesante e cerchi la tua personale tavolozza per darle colore, d’altronde questa domenica in black & white può diventare una perfetta tavolozza su cui esprimere tutta la propria fantasia.

Fossi stata in campagna avrei potuto fare foliage e perdermi tra le sfumature tra il giallo e il marrone delle foglie, fossi stata al mare avrei proteso per una passeggiata sulla battigia umida e visto il mare diventare da azzurro a grigio perla (propenderei per il grigio topo per alcuni tratti del litorale laziale), ma sono a Roma e allora perché non dare libero sfogo alle tinte forti?! Questa città non ha mica solo quella nuance cenerina dello smog o quel verde torbido dell’ormai fu biondo Tevere.

E allora cosa c’è di meglio di un parco giochi, o meglio del luna park per eccellenza, soprattutto per tutti  i romani cresciuti tra gli anni ’60-’80 che hanno trascorso la propria infanzia al Luneur.
Non tutti sanno che il parco giochi di Roma, il più antico d’Italia, sordidamente chiuso nel 2008 dopo aver perso gli antichi fasti ed aver piano piano spento tutte le proprie abbaglianti luci, ha riaperto appena un mese fa in una nuova veste. Dopo aver terrorizzato generazioni con la sua casa dell’orrore e aver fatto impazzare l’adrenalina sulle sue storiche montagne russe, è diventato un innocente parco per bambini da 0 a 12 anni. Innocente ma coloratissimo, tanto che nonostante avessi passato i 12 da un bel po’ ho deciso lo stesso di immergermi nella sua atmosfera magica.

Tra girandole colorate, folletti che strizzano già l’occhio al Natale e giochi riprodotti a misura di bimbo, ho dimenticato per un attimo il grigiore autunnale e sono tornata un po’ bambina, preferendo però allo zucchero filato un bicchiere di vin brulè.

Sceso ormai il buio e spente le luci del parco, ho continuato a girovagare per l’Eur, quartiere che amo particolarmente, incappando in una costruzione a me tanto familiare quanto sconosciuta: il Palazzo della Civiltà Italiana meglio conosciuto come Colosseo quadrato, scrigno della preziosa griffe nostrana che porta il nome di Fendi. E nel suo scrigno un vero gioiellino, la mostra completamente gratuita (e prorogata fino al 10 dicembre), Fendi Roma – The Artisans of Dreams“. Un vero e proprio viaggio per raccontare i 90 anni di alta moda Fendi, dal negozietto dei pionieri a via del Plebiscito al successo arrivato per mano delle cinque figlie/sorelle e poi consolidato da Silvia Venturini Fendi. Il tutto con il tocco dell’istrionico Karl Lagerfeld a cui è dedicata la sala clou della mostra fatta di specchi e portachiavi pelosi che pendolano dal soffitto, ognuno dei quali ripropone l’immagine dell’icona Lagerfeld.

Morale della favola, perché a volte la vita proprio tale sembra, è che quando meno te lo aspetti, se chiudi gli occhi, lasciandoti andare e buttandoti nella mischia, li riapri e ti trovi immersa tra girandole colorate e specchi luminosi. E la tua settimana inizia già col piede giusto, anche se fuori è freddo ed è tutto grigio.