La La post

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Faccio una serie di premesse che spero non suonino come giustificazioni.
Ho studiato cinema e ho preso 29/30 all’esame di scrittura creativa facendo una recensione su “Parla con lei” di Almodóvar. Però non amo particolarmente farne, anche perché dal 2003, anno in cui scrissi quella perla della critica cinematografica, ne è passata di acqua sotto i ponti, e il modo di interpretare, scrivere e ricercare notizie è completamente cambiato. Continua a leggere

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Amarcord di fine anno

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Ovvero una mia breve incursione negli anni ‘90

Ridatemi gli Acqua, ridatemi Sliding Doors, e fate risuonare Truly, Madly, Deeply. Tenetevi pure le Spice Girls e i Take That che a parte essere stata una colonna sonora imposta per me non hanno fatto molto altro.
Rivoglio Beverly Hills e le Hit mania dance da ascoltare nel mio stereo con l’auto reverse, fare un giro sul mio Si color canna di fucile (e con la forcella larga, nonostante fosse fuori moda non l’ho mai fatta stringere). Continua a leggere

La volpe e l’uva

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Ricorderete tutti la favola della volpe e l’uva di Esopo. In caso contrario ve la riassumo brevemente: la volpe, credendosi furba e invincibile (aggiungo io), vide dei grappoli d’uva pendere dalla vite. Non riuscendo ad afferrarli si allontanò dicendo “tanto era acerba”.
Va un po’ così in effetti, quando non riusciamo ad arrivare dove ci eravamo prefissati, accusiamo le circostanze. Continua a leggere

Al bambino col Natale a metà

Ciao bambino col Natale a metà,
tu non mi conosci ma io si.
So che in questi giorni starai facendo il lavoretto di Natale a scuola e ti chiederai perché tu non abbia il tempo di farne due; ti chiederai a chi darai il tuo regalino se ne hai solo uno, non puoi mica dividerlo a metà.
So anche che il tempo stringe ed è ora che tu imbuchi la letterina per Babbo Natale come tutti i tuoi amichetti, ma tu non ne hai una da imbucare, sei fortunato, ne hai due: wow quanti regali potrai chiedere con due letterine diverse! Pensa che bello quando la notte di Natale il tuo albero si riempirà di doni, quando magari i tuoi cuginetti ne scarteranno un paio e tu ne avrai qualcuno in più.
Caro bambino,
ti domanderai perché il tuo Natale non è completo se è così ricco? E allora vedila così: tu non sei il bambino col Natale a metà, sei il bambino con il doppio Natale.
Anche se la notte in cui si festeggia la nascita di Gesù tu lo sai che è una, e quella successiva non vale come la prima, tu le festeggerai entrambe, una con mamma e una con papà.
D’altronde alla recita a scuola, i tuoi genitori sentivano il Natale esattamente come gli altri ed erano altrettanto emozionati per te, anche se non erano seduti l’una accanto all’altro e tu non sapevi se guardare l’uno o l’altro e per non fare torto a nessuno guardavi un po’ a destra e un po’ a sinistra.
Pensa che l’unica festa in cui i miei erano insieme, vicini, è stata il mio battesimo, ma ero troppo piccola per ricordarlo. Tutte quelle che sono venute dopo loro sono sempre stati divisi, uno a destra e uno a sinistra e io ho sempre cercato di fare come alla recita di Natale.
I Natali a metà (o doppi), sera della vigilia di qua, 25 di là, Capodanno, Pasqua, Ferragosto. Ma non preoccuparti bambino, anche se a te mancherà l’altro genitore, sono feste confusionarie queste, tanti parenti, tavoli apparecchiati, regali da scartare e saluti da fare, nessuno se ne accorgerà, non salterà all’occhio che per te è una festa mozza.
Certo poi arriveranno le feste che appartengono solo a te, in cui sarai tu solo al centro dell’attenzione.
La tua Comunione, caro bambino, sarà un po’ speciale. Tutti i tuoi parenti saranno in chiesa a guardarti varcare la soglia vestito di bianco, ma poi alcuni si defileranno e festeggerai con una sola parte; stai tranquillo, nessuno di loro ti vuole meno bene degli altri, loro ti aspetteranno per festeggiare un’altra volta, magari la domenica successiva, e tu potrei sfoggiare due volte il tuo bel vestito nuovo!
In mezzo un susseguirsi di compleanni in cui neanche ci farai caso talmente sarai circondato da amichetti e regali.
Il giorno dei tuoi 18 anni ti sentirai così adulto da pensare di non aver più bisogno di nessuno, penserai che essendo ormai grande e grosso, anche diviso a metà, sarai ormai così solido da non vacillare più. Il giorno della laurea, probabilmente, ti renderai conto che non è proprio così, e quel in quel momento realizzerai che non lo vuoi dividere ma condividere con tutti al 100% perché un altro giorno così non capiterà più.
Sul giorno del matrimonio non so dirti bambino, lì sarai doppiò tu, avrai trovato anche tu la tua metà, e forse proprio per questo avrai bisogno di rimettere insieme i pezzi e completare il tuo puzzle personale.

Sua maestà il venerdi: Follow Friday, Casual Friday, Black Friday

Se è vero che il venerdì è il nuovo sabato, che come cantano i The Cure il venerdì si è innamorati (Friday I’m In Love), e che proprio in questo giorno la workweek termina al tramonto catapultandoci ufficialmente nel week end (letteralmente working week in inglese, la nostra settimana lavorativa), ho pensato di rendere omaggio a questa giornata con tre rendez-vous ormai di uso comune che le celebrano, nella vita reale e in quella virtuale.

Sia per i paesi latini che per quelli anglosassoni è il giorno consacrato a Venere, dea dell’amore, della bellezza e della fertilità, è stato per anni associato ad un giorno infausto poiché, per i nostri avi romani, era quello del pagamento delle tasse; ma soprattutto, è considerato un giorno triste per essere il giorno della morte di Gesù.
Per non parlare delle credenze popolari che girano intorno al venerdì 13 e al venerdì 17.
Ma lo sapevate invece in che giorno della settimana Cristoforo Colombo ha scoperto l’America? Era proprio un venerdì ed è per questo c’è chi lo considera un giorno fortunato (indipendentemente dalla data in cui cade). In Sicilia addirittura a chi nasce il venerdì viene dato l’appellativo di “vinnirinu” (“venerdino”), colui che da grande diventerà un uomo valoroso e fortunato.

Follow Friday

E oggi che significato assume il venerdì? Per chi come me è un Instagramers addicted o appassionato di Twitter,  il venerdì non può che essere associato al Follow Friday. Noto anche come #FF, in una traduzione approssimativa  potrebbe suonare come «il venerdì delle persone da seguire» o «le persone da seguire del venerdì». Le ragioni e i meriti possono essere vari, o molto più banalmente può non esserci una ragione vera e propria, anche perché spesso e volentieri l’invito ad essere seguito viene fatto dall’utente stesso alla cerchia dei suoi potenziali follower.
L’hashtag #FollowFriday divenne trend topic nel 2009 grazie a @micah, al secolo Micah Baldwin, e subito dopo, vista la necessità di sintesi imposta dai 140 caratteri dei tweet, è diventato #FF.

Casual Friday

Chi di voi lavora in uffici, magari di respiro internazionale, di più o meno grandi dimensioni, sa già di cosa sto parlando. Il Casual Friday è la cosiddetta giornata di relax in ufficio (se poi il capo non c’è è ancora meglio).  Di chiara origine americana, il Casual Friday, conosciuto anche come Casual Day o Dress – down Friday, non è altro che la regola secondo cui il venerdì si può andare al lavoro con vestiti informali senza l’obbligo di indossare giacca e cravatta. E’ chiaro che il principio è valido nei limiti del politically correct: se il mondo è bello perché vario c’è da sperare che al nostro collega non venga in mente di presentarsi con la tutozza da casa sdrucita e che la nostra dirimpettaia di scrivania non decida di arrivare in ufficio già pronta per il party serale.
La realtà è che, soprattutto negli USA, dove molti colletti bianchi hanno l’obbligo di portare completi, cravatte, camicie e pantaloni eleganti, il Casul Friday  consente loro di vestirsi, il venerdì, come meglio credono, di scialare insomma, e di sentirsi già quasi calati nella loro meritata pausa del fine settimana.
E voi, oggi che è venerdì, avete adottato il vostro informal dress code?

 

Black Friday

Veniamo ora all’attualissimo Blak Friday. Attualissimo perché proprio da oggi iniziano le vendite promozionali che fanno impazzire tutti gli appassionati di shopping online.
Ma vediamo meglio di cosa parliamo. Il Black Friday, tradotto letteralmente con venerdì nero, è il primo giorno dopo il Thanksgiving Day, il Giorno del Ringraziamento, celebrato negli Stati Uniti il quarto giovedì di novembre. Il Black Friday è la linea di partenza da cui iniziano ufficialmente gli acquisti riservati ai regali di Natale, ed è per questo che è un avvenimento molto importante dal punto di vista economico e finanziario.
La cosa curiosa sta proprio in questo: dopo aver notato tutto questo movimento e afflusso di persone nei negozi, già in tempi non sospetti il traffico nelle città era talmente congestionato da paralizzarle, tanto che a Philadelphia coniarono il termine venerdì nero. Non si sa però se sia associato il colore nero a questo giorno solo per questo motivo. Infatti pare che in questo venerdì le vendite schizzino talmente in alto da far cambiare il colore dei quaderni dove i contabili annotano i dati di fatturazione: dal rosso colore delle perdite, al nero,  colore dei guadagni.

Facile immaginare come da oggi al 25 novembre (data in cui cade il Black Friday quest’anno) i grafici d’acquisto di Amazon in primis (che ha già iniziato da qualche giorno gli sconti), ma anche di Zalando, Pimkie, Ebay, Alibaba, solo per citarne alcuni, saranno tinti solo da un colore, il nero.
Ma attenzione perché gli affari non sono solo online; moltissimi negozi e centri commerciali offrono a prezzi ridotti gran parte della merce, con una tendenza che si sta ormai diffondendo anche in Italia e chi di fatto anticipa i saldi di gennaio, con la differenza che i prodotti scontati sono della nuova stagione.
N:B. Per chi non dovesse riuscire a cogliere al volo queste occasioni, il lunedì successivo al Black Friday, c’è il Cyber Monday!

Insomma ce n’è davvero per tutti… Signori e signore, sua maestà il Venerdì/ Friday!