Zucche e sneakers

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La zucca is the new zucchina.
L’ortaggio che come lo metti sta, con qualsiasi altra cosa lo abbini va’, non è più la verde e oblunga zucchina, ma sua cugina, più paffutella, coriacea e dal colore più simpatico, la zucca.

Sarà che una volta le zucchine erano alla portata di tutti, con qualche spiccio te ne portavi a casa un bel po’ e nell’ordine ci facevi  la pasta, perché una bel fusillo zucchine e gamberi chi te lo nega, la frittata, il contorno, e se te ne avanzavano un paio, toh, quasi che le usavi al posto dei Pavesini per il tiramisù.
Ora che un kg di zucchine è venduto praticamente al prezzo che ti danno se vai al compro oro a vendere il braccialetto che t’ha regalato il tuo ex, un’altra cucurbitacea è saltata di diritto sulle nostre padelle, la zucca.

Non so esattamente se sia storicamente nella tradizione culinaria italiana, o se per caso mentre una mamma cercava di intagliarla, inseguendo  la  tradizione americana di Halloween, si sia improvvisamente resa conto di essersi dimenticata di fare la spesa e abbia deciso di servire a tavola l’ortaggio arancione anziché quello verde.
Deve essere da quel momento che è iniziata la moda della zucca sulle nostre tavole. *
S’era finalmente trovato qualcosa che avesse meno sapore della zucchina e che si potesse propinare in tutte le salse, talmente insipido che  né grandi né piccini potessero esimersi dal mangiarlo. Alla zucca semplicemente non si può dir di no.

Io per esempio non dico mai di no alla zucca quando me la rifilano, arrivo al punto di ordinare al ristorante qualcosa che la contenga, per lo più in abbinamento a pancetta o guanciale. Un bel maltagliato su letto di zucca o una bella pizza zucca guanciale e nocciola non si nega a nessuno, soprattutto quando non hai voglia di schierarti, di prendere una posizione, di essere la Svizzera quando a fianco a te scorgi una Russia di broccoletti o una Germania di caponata.
Però non la compro e di conseguenza non la cucino, perché ok fuori casa sarò imparziale ma in casa mia mi schiero dalla parte dei peperoni, e poi se il mio stomaco dovesse dichiarare guerra all’intestino, che vinca il migliore!

Ora penserete, ma cosa c’entrano le sneakers? La zucca per me è un po’ come le sneakers, se capita le indosso, ma non lo compro e se ce l’ho ho sempre un buon motivo per infilarmi uno stivale piuttosto che una ballerina, non è mai l’occasione giusta (eccetto nei rari momenti in cui faccio sport). Perché le scarpe da ginnastica per uscire, sono come la zucca, c’è da saperle abbinare; di per sé non hanno significato, è quello che ci abbini che le esalta. E io, c’è poco da fare le sneakers non le so abbinare, sembro sempre una che non ha fatto in tempo a cambiarsi dopo l’allenamento oppure una gattara. Ecco si rende meglio l’idea.
Che poi è un po’ come la Svizzera, saranno 4 anni che dico “ma si, un viaggetto a Berna, anzi no forse meglio Zurigo, o forse no Ginevra”, e poi non ci vado mai.
Ebbene, oggi è lunedì, sabato pomeriggio ho comprato un paio di Saucony e ho mangiato una pizza con la zucca (e il guanciale ovviamente). Non ho ancora acquistato un biglietto per Losanna però.

*Scherzi a parte, conosco perfettamente i tortelli di zucca mantovani, mi piacciono da impazzire, ma devo ancora se è tutto merito della zucca o sono gli amaretti 😉

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