Anche se non c’è il sole…

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Guida personale e personalizzata alla visita di Copenaghen

Da sempre affascinata dai paesi nordici, sono riuscita finalmente a porre la mia bandierina in Scandinavia, anche se dai tempi delle elementari il mio sogno è sempre stato quello di mettere piede in quella grande penisola a forma di orso buono. D’altronde i miei lineamenti, che da piccola erano ancora più marcati, mi hanno sempre spinto a pensare che nelle mie vene scorresse una goccia di sangue vichingo 😀
E per tutti questi motivi ho deciso che fosse arrivato il momento di andare. Anche se non lì non c’è il sole, anche se ci speravo che per me avrebbe fatto uno strappo alla regola e fosse uscito. E il sole non c’era davvero, anzi c’era la pioggia, a tratti mista a neve, anche se era fine aprile. Però nei pochi momenti in cui s’è affacciato, tra quelle nuvole che mi sembravano più grandi e più bianche delle nostre, era un sole bello e puro e me lo sono goduto tutto.
Quando è uscito la prima volta, ero proprio a Nyhavn, il canale dalle casette colorate, quello delle barche e dai velieri attraccati. E lì proprio nell’istante in cui il sole è uscito mi sono innamorata di tre casette dai toni pastello, gialla, rosa e celeste. A quanto pare, sotto quel raggio di sole, anche loro devono essere state colpite da me, visto che rivedendomi nelle foto mi stanno bene come un abito cucito addosso.

Inebriata dalla città, dalla gente, dalle bici, come spesso mi accade ad un primo approccio con un posto nuovo, non riuscivo a rendermi conto di come si sviluppasse la città, di dove fosse cosa, di cosa avrei voluto vedere e come organizzare le tappe (si sa che avendo a disposizione solo pochi giorni bisogna condensare il tempo). Così ho coinvolto la mia cricca (al secolo il mio ragazzo, mio cugino e la sua ragazza) in un giro in battello semi-coperto, basso e largo, così da poter passare agilmente sotto i ponti e tra i canali, riscaldato e coperto da una struttura trasparente…ah che bellezza quando, durante la navigazione, di un’ora circa, la luce penetrava a riscaldarmi e a coccolarmi!

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Anche o proprio perché non c’era il sole, approfittiamo di uno dei due street food market della città, quello meno fighetto e meno centrale, il Papiroeen, un ex fabbrica convertita a mercato si trova veramente di tutto; io da patita di salmone e avocado, ho trovato in tutti i sensi pane per i miei denti!
Dal Papiroeen raggiungere il centro di Christiania è un attimo, e dopo aver aiutato una casa galleggiante a compiere le proprie manovre d’attracco e aver atteso che un modernissimo ponte levatoio si chiudesse, eccoci proiettati nel luogo di perdizione per eccellenza della capitale danese. Personalmente io oltre alla foto con murales di fate e folletti ho apprezzato ben poco di questo regno del proibito, ma sono rimasta piacevolmente colpita dalla nuova zona residenziale vicino al canale, per cui consiglio vivamente una visita durante il giorno.

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 Anche se non c’è il sole a Copenaghen capita di passeggiare e trovare tappeti elastici free sui marciapiedi, roba che quand’ero piccola credo che i miei devolvessero circa il 15% del loro stipendio per farmi saltare là sopra,  e allora ritorni bambina, e anche se tu avresti preferito saltare sotto il sole, il vento ti scompiglia i capelli e ti senti tremendamente libero. Speri esca il sole quando cammini tra gli alberi in fiore attorno ad Amalienborg, ma sono talmente belli e curati che lo sarebbero illuminati da qualsiasi luce.

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Poi capita di voler entrare in un museo per ripararti dalla pioggia e dal freddo e invece ti imbatti in una delle biblioteche più belle che abbia mai visto, la Royal Library, e rimani esterrefatto di come architettura antica e moderna, qui e solo qui, sappiano fondersi così perfettamente. Passi un’ora nella biblioteca, cerchi di comprendere, quasi fino a penetrare lo stile di vita di quegli studenti che ai tuoi occhi sembrano così smart e scanzonati, così lontani dagli stereotipi. E proprio in quel momento quel raggio di sole così timido che entra prepotentemente dalla parete vetrata ti sembra il raggio di sole più potente che mai, e allora ti ributti in strada e te lo prendi tutto quel sole “freddo”.

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Ti viene persino voglia di andare in bicicletta, tanto più se ti trovi, uscita dalla metro, all’ingresso di in uno dei parchi più belli, quello di Frederiksberg, appena fuori dal centro città. Così anche se non c’è il sole, speri che per tutta l’ora successiva la pioggia ti grazi, e abbastanza* semplicemente affitti le biciclette bianche messe a disposizione dal comune. Anche se non c’è il sole e ha iniziato a piovere, goffamente rispetto agli atletici danesi entri baldanzoso nel parco fino all’alt del guardiano che ti urla “No bike!” into the park ovviamente :/
Ma a te che importa, sei in uno dei quartieri meno turistici e più ferventi della città e ti vien voglia persino di fermarti alla vetrina di un’agenzia immobiliare e ti metti a far due conti (con cambio valuta incluso) sul costo delle case.

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C’è il sole quando decidi di salire sulla Rudentaag, letteralmente torre rotonda, per godere di una vista che non ti peserà in valigia ma ti poeterai a casa al tuo ritorno….e quella vista ti fa dire “cavolo, però col sole è tutta un’altra cosa!”

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