Un anno a pois

Stamattina WordPress è stato il mio grillo parlante. Ma a pensarci bene anche la blogger di Bellezza rara è stata il mio grillo parlante.
WordPress mi ha mandato una mail con il report annuale del mio blog, fatto di una delicatissima grafica e un motivetto che faceva girare in sequenza le date dei miei post del 2015. Si fermano al 14 maggio e poi ricominciano in loop. E io altrettanto in loop continuavo a fissarle cominciando da capo. 2, 13, 27 gennaio e poi di nuovo tutti i mesi costantemente fino a maggio. Il mese del mio trentatreesimo compleanno. Il mese in cui, forse, non ho trovato più la leggerezza di scrivere.

La stessa leggerezza che ho trovato stamattina leggendo il post di Valentina, un post morbido e senza pretese, senza un titolo che tira le somme, morbido anch’esso: “Il 30 sera”.

Ecco il mio anno è stato un po’ tutto un “30 sera”, senza botti, a tratti sommesso, in attesa di, a tratti triste perché mi sono guardata indietro e ho visto quello che ha perso (e ho perso tanto, soprattutto in termini di presenze e affetti); ma guardo anche proprio lì davanti a me e vedo che c’è qualcuno che questo 2015 l’ha iniziato standomi accanto e lo sta finendo insieme a me, ancora più vicino, nonostante da me, in alcuni momenti di questi 365 giorni, a chiunque sarebbe venuta voglia di scappare o almeno di tapparsi le orecchie per non sentirmi, proprio come quando scoppiano i botti a Capodanno.

Quest’anno io non farò botti a Capodanno, ma ne sentirò il frastuono come mai negli anni precedenti. Dentro e fuori di me, come durante tutto l’anno. Abbraccerò per la prima volta mio padre a mezzanotte e non starò lì a cercare campo o un posto tranquillo della festa per chiamarlo (che sennò poi si preoccupa).
Mi mancherà mia madre ma la sentirò più vicina che mai e guarderò il primo cielo dell’anno nuovo sapendo che lì dietro qualche luce colorata c’è qualcuno in più che sorride guardandomi.
Penserò alle mia amiche, fide compagne delle ultime 20 notti di fine anno. Penserò ai loro brindisi, ai loro sogni, alle loro paure e ai loro occhi che brillano.

E allora se un ho un buon proposito per me o piuttosto un augurio, è di ritrovare quel piacere e quella leggerezza nello scrivere che ho sempre avuto. Unavitapois è un po’ lo specchio di me stessa, più ricco sarà il prossimo report, più io avrò avuto qualcosa da dire.
Spero di potervi raccontare di cambi di marcia inaspettati ma voluti fortemente, di posti nuovi e gioie casalinghe, di traguardi raggiunti e di conferme.

Allora auguri a Unavitapois, a me e a tutti voi!

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2 pensieri su “Un anno a pois

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