Quando il cinema è passerella

adaline

Di film che hanno lanciato una moda ne abbiamo visti tanti. Mi viene in mente il tubino nero di Colazione da Tiffany indossato dall’icona Audrey Hepburn, solo per citarne uno. Ma in questo caso, come in tanti altri, l’abito cult era uno, come una era l’epoca a cui si ispirava.
Ci sono quei film lì e poi c’è “Adaline. L’eterna giovinezza”  o meglio c’è Blake Lively.

Credo che il produttore abbia scelto Blake Lively, abbia poi preso un regista neanche troppo bravo purché capace di mettere in risalto la protagonista, si siano messi a tavolino e abbiano detto: “Ok adesso inventiamoci una storia, ma una di quelle con cui possiamo far decretare icona di stile assoluta la Lively, come se non fosse bastato aver calcato il tappeto rosso a Cannes con quell’abito black & white che la rendeva eterea, elegante e statuaria che la Cardinale e Grace Kelly al confronto sembrano Anastasia e Genoveffa.”
E così han fatto, hanno chiamato uno stilista ancor prima dello sceneggiatore e a quattro mani hanno buttato giù una passerella più che un film, che portasse la protagonista a percorrere nei 100 minuti di pellicola un catwalk lungo oltre 80 anni di moda.

Blake Lively è una mannequin perfetta, indossa cappellini anni ’30, pettinature anni ’40, fasce anni’60 e boccoli anni ’80 con una maestria ed una grazia unica. E quello che fa ancor di più deprimere noi donne è che ci riesce anche essendo un’attrice brava e soprattutto credibile.
Sedendomi al cinema ho pensato che il film che stavo accingendomi a vedere avrebbe potuto essere una cavolata pazzesca. Oppure avrei potuto rimanerne stregata. Ed è stato così, nonostante la storia irreale, il film mi ha letteralmente incantata. Ed io quando usa la parola incanto riguardo ad un film penso alla sensazione che ho tornando a casa, quando non riesco a scrollarmi di dosso la storia, quando ci penso e ci ripenso, quando mi sento avvolta dall’atmosfera della storia, dei personaggi, quasi travolta dagli eventi.
Era come se fossi ospite anch’io a casa di Harrison Ford, e in quella verde vallata avessi corso indossando quegli Hunter scuri che addosso a Blake erano graziosi come Jimmy Choo e indossati da me sembravo un fagotto.

Insomma se Ryan Reynolds voleva scrollarsi di dosso la fama di ex marito di Scarlett Johansson e soprattutto dire al mondo che in fatto di sensualità e sex appeal non c’ha perso ma guadagnato, questo è stato il film giusto. Perché Blake Lively, se mai ce ne fosse stato ancora bisogno, con Adaline si è mostrata non solo bella ed elegante, ma anche con un gusto innato, una vera e propria icona di stile capace di dettare mode e trend, un’attrice che non solo aggiunge qualcosa di se alla trama e alla protagonista, ma che senza dubbio ha contribuito a delinearne lo stile.
Una figura femminile che forse non si aveva nel panorama cinematografico dai tempi di Brigitte Bardot. Non ha caso è bionda anche lei 😉

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2 pensieri su “Quando il cinema è passerella

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